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Le schiave del sesso che imbarazzano il Giappone

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#1 adamo

adamo

    Samurai 侍

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Inviato 15 May 2013 - 11:58 AM

La Reuters ci parla della riprovazione da parte cinese e sudcoreana nei confronti del sindaco della città giapponese di Osaka, Toru Hashimoto, il quale ha dichiarato che il sistema di bordelli militari organizzato dall’esercito imperiale nel corso della seconda guerra mondiale era “necessario”.

SENSIBILITA’ PARTICOLARE - In Cina hanno chiesto al governo giapponese di prendere le distanze da queste parole. L’esercito giapponese nel corso della seconda guerra mondiale si è distinto per numerose aggressioni a sfondo sessuale contro donne cinesi e sudcoreane ed i rispettivi Paesi sono molto sensibili sulla questione, dimostrandosi pronti a sorvegliare ogni parola pronunciata sul tema dai politici dell’arcipelago. Il sindaco di Osaka è riuscito nell’impresa di irritare non poco i “vicini di casa” ed ex sottomessi con le sue parole populiste che non hanno fatto altro che riproporre la controversia.

UN CONFORTO UNICO - “Tutti -ha spiegato il politico- possono capire quanto le donne all’epoca potessero dare conforto ai soldati impegnati in battaglia, specie quando rientravano da combattimenti dove passavano ore alle prese con proiettili che sibilavano intorno alle loro teste. Ed all’epoca un sistema del genere era necessario per mantenere attiva e viva la disciplina militare”. Secondo gli storici furono 200 mila le donne usate come schiave del sesso nei bordelli organizzati dall’esercito imperiale nel corso del secondo conflitto mondiale.
L’INDIGNAZIONE CINESE - Come detto, in Cina queste parole hanno incontrato l’indignazione della politica locale. Il ministro degli esteri Hong Lei è stato chiaro: “il ratto di queste donne rappresenta un grave crimine perpetrato dall’esercito giapponese e ricordare le violenze in questo modo rappresenta un ulteriore affronto alla dignità umana. Siamo shockati ed indignati con i politici giapponesi che hanno deciso di sfidare apertamente la coscienza umana ed il giudizio della storia. Il modo che ha il Giappone di rapportarsi con il suo passato rappresenterà la strada che lo porterà nel suo futuro ed i paesi asiatici, così come il resto del mondo, sono in attesa di capire quale sarà la scelta dei politici dell’arcipelago”.
PLACHIAMO LE TENSIONI - Anche la Corea del Sud ha condannato le parole di Toru Hashimoto chiedendo scuse ufficiali al governo di Tokyo, il quale nei mesi scorsi ha chiesto ai propri esponenti di limitare le considerazioni relative al passato militare del Paese. La richiesta è arrivata dal Primo Ministro Shinzo Abe, conscio del fatto che il passato possa influenzare le dispute territoriali tra Giappone da un lato e Corea del Sud e Cina dall’altro relativamente al governo di alcune isole nel Pacifico. Lo scorso mese le tensioni tra i protagonisti di questa storia sono improvvisamente cresciute dopo che tre ministri hanno visitato il monumento ai caduti con Abe che ha messo in dubbio l’accordo del 1995 con il quale i giapponesi chiedevano scusa per le loro azioni in guerra.
LE SCUSE DEL 1993 - Da parte giapponese la risposta è arrivata dal capo di gabinetto Yoshihide Suga il quale non ha commentato le parole di Hashimoto ma ha voluto ricordare che tutto il Paese soffre ogni volta che vengono riproposti i fantasmi del passato ed il dolore che hanno provato le vittime. Inoltre, secondo Suga, questo è il pensiero del governo giapponese attuale e di quelli precedenti. In fondo il Giappone si è scusato per la prima volta relativamente alla creazione di “bordelli militari” già nel 1993 ma secondo alcuni politici conservatori la responsabilità del “reclutamento” delle donne non sarebbe imputabile ai militari dell’epoca.

Fonte giornalettismo http://www.giornalet...no-il-giappone/
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#2 Giacomo89

Giacomo89

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Inviato 15 May 2013 - 09:48 PM

La Reuters ci parla della riprovazione da parte cinese e sudcoreana nei confronti del sindaco della città giapponese di Osaka, Toru Hashimoto, il quale ha dichiarato che il sistema di bordelli militari organizzato dall’esercito imperiale nel corso della seconda guerra mondiale era “necessario"

Ora va bene che la guerra è crudele e certe tristi realtà sono inevitabili...ma questa dichiarazione è proprio agghiacciante :shok:
Ma possibile che alla gente non venga in mente di contare fino a 10 prima di fare certe sparate?!?!

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Il Maestro Yagyu Munemori disse:

"Non ho imparato la Via per vincere gli altri, ma per vincere me stesso".
Questo vuol dire che noi, oggi, dobbiamo cercare di essere migliori di ieri e, domani, migliori di oggi.
Giorno per giorno, per tutta la vita, bisogna camminare nella Via, in un mondo senza confini.
- Yamamoto Tsunetomo


#3 Ashitaka

Ashitaka

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Inviato 15 May 2013 - 10:09 PM

Che la Cina e la Corea del sud abbiano protesta mi pare normale, ma in Giappone ci son state reazioni?

I cittadini giapponesi? Gli esponenti politici? Figure istituzionali? Ecclesiali? Universitarie? Qualcuno ha eccepito/protestato?

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#4 Giacomo89

Giacomo89

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Inviato 15 May 2013 - 10:39 PM

Secondo me è un argomento talmente sensibile che in Giappone neanche ne parlano. Come in Germania dove fanno silenzio ogni volta che gli si ricorda orrori come le stragi a Sant'Anna di Stazzema o l'olocausto.
Sono quei marchi indelebili che rimangono per sempre, e inconsciamente meno se ne parla e meglio è...

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#5 Ashitaka

Ashitaka

    Daimyo 大名

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Inviato 15 May 2013 - 10:44 PM

Secondo me è un argomento talmente sensibile che in Giappone neanche ne parlano. Come in Germania dove fanno silenzio ogni volta che gli si ricorda orrori come le stragi a Sant'Anna di Stazzema o l'olocausto.
Sono quei marchi indelebili che rimangono per sempre, e inconsciamente meno se ne parla e meglio è...


Forse la Germania, per quanto possano essere restii ad ammettere colpe, mi pare più abituata ad assumersi le responsabilità dei crimini commessi, di certo più del Giappone, ed anche più dell'Italia.

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#6 Giacomo89

Giacomo89

    Contadino 農民

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Inviato 15 May 2013 - 10:53 PM

Forse la Germania, per quanto possano essere restii ad ammettere colpe, mi pare più abituata ad assumersi le responsabilità dei crimini commessi, di certo più del Giappone, ed anche più dell'Italia.

Certo,sopratutto perché le loro "gesta" hanno avuto una risonanza mondiale;era impossibile per loro minimizzare. Invece il Giappone,a meno che non ti interessi la sua storia, da noi europei è meno conosciuto. In Europa,per la maggior parte delle persone,il Giappone durante la guerra è : Pearl Harbor e Hiroshima/Nagasaki.
Sicuramente in Oriente cose come lo stupro di Nanchino e l'eccidio di Coreani e Cinesi ha la sua importanza,ma non ci sono condanne pesanti da parte dell' USA,come invece subì la Germania.

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- Yamamoto Tsunetomo


#7 Ashitaka

Ashitaka

    Daimyo 大名

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Inviato 22 May 2013 - 03:27 PM

Riporto un a rticolo di Pio D'Emilia, uno che sul Giappone ne sa parecchio e non gli è minimamente ostile, dal sito de Il Fatto Quotidiano:


Fonte: http://www.ilfattoqu...governo/601481/

Giappone, l’ascesa del “fascista” che ama i bordelli e studia da premier

Toru Hashimoto, detto "l'hashista", a soli 42 anni è diventato sindaco di Osaka. Una popolarità innescata dalle frequenti comparsate televisive e dalle sue posizioni estreme in fatto di sesso mercenario. Compresa la tolleranza verso le "prostitute di Stato" reclutate per far sgogare i soldati durante la seconda guerra mondiale. Figlio di un mafioso morto suicida, in futuro potremmo ritrovarcelo alla guida del paese asiatico



Pio d’Emilia, corrispondente per l’estremo oriente di Sky Tg24, inizia con quest articolo la sua collaborazione con ilfattoquotidiano.it.
Paese che vai, fascisti che trovi. In Giappone ce ne sono ancora tanti, più o meno consapevoli, più o meno pittoreschi, più o meno pericolosi. Tra questi ultimi segnatevi questo nome: Toru Hashimoto, detto l’hashista. E’ il sindaco di Osaka, e se supera indenne l’ennesimo putiferio che ha provocato in questi giorni ce lo ritroveremo, prima o poi, premier del Giappone. E potrebbero essere guai per tutti, non solo per i poveri giapponesi. Popolo che condivide col nostro, oltre che l’amore per il cibo, il bel canto e le cose belle, l’alto tasso di inettitudine, arroganza, corruzione e cialtroneria della classe politica.
Assieme al suo degno compare “anziano” Shintaro Ishihara, l’ultraottantenne ex governatore ipernazionalista di Tokyo, quello che vuole dichiarare guerra alla Cina e risolvere i problemi dell’occupazione rispedendo tutte le donne lavoratrici a casa, ad occuparsi di figli e fornelli, Toru l’hashista ha fondato alcuni mesi fa l’Isshin no kai, pudicamente ma erroneamente tradotto dai media internazionali in “Partito della Restaurazione”. In realtà, spiega lo stesso Toru, non è un partito, categoria che come tutti i fascisti aborre, bensì un “movimento”. Che per struttura – non ha statuto – programma (potete immaginarvelo) e soprattutto “linguaggio” sembra una sintesi tra Grillo e Renzi. Ma di estrema, dichiarata, destra.
Figlio di un mafioso morto suicida in circostanze misteriose (pare fosse discendente dei burakumin, i fuori casta del Giappone, il che non è certo di per sé una colpa, ma sull’argomento Hashimoto è implacabile e micidiale: chiunque lo affronti viene seppellito da pesantissime querele, ne sa qualcosa l’autorevole gruppo editoriale Asahi, il più potente del paese, costretto ad umilianti e costosissime scuse) Toru, che di mestiere farebbe l’avvocato, è salito alla ribalta nazionale grazie alla Tv. Prima grazie a una rubrica di consigli forensi, poi, visto che come personaggio funzionava, come ospite fisso di vari talk show. Un successone. A 39 anni, record assoluto per il Giappone, è stato eletto governatore di Osaka, carica che ha lasciato tre anni dopo per potersi candidare a sindaco, considerato in Giappone il miglior trampolino per atterrare a Nagatacho, il quartiere di Tokyo dove ha sede il “palazzo”.
Toru ha appena 43 anni, un bimbetto per la media nazionale, è sposato e nonostante non risulti sia un neocatechista, ha fatto sette figli, tutti con la stessa donna, Noriko. E gli avanza anche un po’ di energia: ammette pubblicamente di avere avuto relazioni adulterine e di continuare a frequentare – nel tempo libero – il “mondo fluttuante” espressione locale per indicare l’intrattenimento sessuale retribuito (i giapponesi sono maestri: pensate, la depressione la chiamano kokoro no kaze, “raffreddore dell’anima”). La prostituzione, che in Giappone è formalmente proibita ma diffusissima e organizzatissima, è un sacrosanto diritto, un “male necessario”, ha dichiarato di recente. E fin qui nulla di che: il Giappone è uno dei pochi paesi al mondo dove il sesso, in tutte le sue forme, non è legato a (pre)concetti morali o religiosi, ma di opportunità e, come dire, contesto. Tutto è più o meno lecito, ma, come dire, c’è modo e modo.
Ma Toru ama sparigliare: prima ha sentito il bisogno di condividere alcune “riflessioni personali” (esternandole in tv) sulle cosiddette “donne da ristoro”, l’esercito di prostitute di Stato organizzato durante la guerra dal governo giapponese per “ristorare” i soldati al fronte. Poi, non contento, durante una visita a Okinawa, l’isola più “lontana”, più volte ferita e vilipesa e ancor oggi vittima di pesantissime servitù militari, ha suggerito ai marines americani di stanza laggiù – spesso responsabili di violenze e stupri ai danni delle donne locali – di frequentare con più fiducia e assiduità i bordelli. “Vi divertirete senz’altro di più” ha detto il sindaco, invitando poi i gestori a non essere “razzisti”: la maggior parte, infatti, rifiuta di servire la clientela americana e in genere straniera.
Apriti cielo. Nonostante non sia la prima volta che un politico giapponese cavalca il negazionismo per raccattare voti e titoli di giornale, Toru rompe con la tradizione del “dichiara e smentisci”, abbondantemente e sapientemente usata anche dal suo astuto mentore, Shintaro Ishihara. Toru è diverso. Va fino in fondo. Insiste, precisa, accusa la stampa di manipolare, ma sostanzialmente conferma. E alza il tiro. Spesso non senza una qualche ragione. Come quando accusa la comunità internazionale di razzismo e ipocrisia storica, quando, nonostante di nefandezze ne abbiano commesse e continuinino a commetterne tutti, solo i giapponesi sono ancora additati al pubblico, internazionale ludibrio. Per carità, non ha tutti i torti: pochi testi, nemmeno quelli in uso in Giappone, considerati un po’ troppo auto assolutori, raccontano degli stupri di massa, pur avvenuti, da parte delle truppe americane ai tempi dell’occupazione. E a chi cita il massacro di Nanchino, oppone il meno noto “stupro di Omori”, un piccolo ospedale di Tokyo dove una mattina, il 4 aprile 1946, un centinaio di soldati americani stuprarono, a turno, tutte le donne presenti: pazienti, infermiere, impiegate. Insomma, un bel tipetto.
Meglio, tutto sommato, del falso liberale Shinzo Abe, l’attuale premier in odor di santità per aver “risvegliato” – almeno così pare – l’economia del paese, che dietro il doppiopetto neokeynesiano nasconde l’immagine del suo adorato nonno: il criminale di guerra Nobosuke Kishi che gli americani, dopo averlo inizialmente arrestato e imprigionato, liberarono improvvisamente consentendogli, qualche anno dopo, di diventare addirittura primo ministro. Consoliamoci dunque. C’è chi, nel fare i conti con la storia, è molto più indietro di noi.


Per quel che può contare concordo in toto con D'Emilia, specialmente per la conclusione.

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