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adamo

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Discussioni che ho iniziato

Il Giappone dà il voto ai diciottenni

18 June 2015 - 10:28 AM

Il Paese a più rapido invecchiamento della popolazione al mondo dà una buona notizia ai suoi giovani: la Dieta giapponese ha finalmente approvato la legge che abbassa da 20 a 18 anni il diritto di voto. Il provvedimento è stato votato oggi alla Camera Alta, dopo essere già passato alla Camera Bassa lo scorso 4 giugno. L'esordio elettorale dei diciottenni e diciannovenni – circa 2,4 milioni - dovrebbe avvenire l'anno prossimo nelle operazioni di rinnovo parziale della Camera Alta.

Si tratta della maggiore riforma del sistema elettorale dal 1945, quando nel Giappone occupato il diritto di elettorato attivo fu conferito ai ventenni (prima occorrevano almeno 25 anni). Il portavoce del governo Yoshihide Suga ha dichiarato che il cambiamento è di portata molto significativa in quanto “la voce dei giovani potrà riflettersi meglio nella politica”; ha però aggiunto che sarà importante “educare” i giovani nelle scuole e università alle loro nuove responsabilità.

 
 

Attualmente i giovani giapponesi appaiono piuttosto apatici nei confronti della politica, ma il trend è generale, visto che l'affluenza al voto negli ultimi anni si è costantemente ridotta fino a poco più della metà degli aventi diritto. Secondo le stime ministeriali, solo il 33% dei ventenni ha votato nelle ultime elezioni generali, contro il 68% dei sessantenni. Il sistema elettorale giapponese resta a sospetto di incostituzionalità in quanto permane una significativa disparità di peso specifico tra voto rurale e voto nelle metropoli anche dopo l'ultima riforma seguita a varie dichiarazioni di illegittimità costituzionale.
Resta aperta la questione dell'abbassamento della soglia per l'età adulta anche per altri aspetti, in particolare per l'applicazione delle norme penali.

 

Fonte http://www.ilsole24o...Vc3B&refresh_ce


Giappone: toilette e riserve d’acqua negli ascensori

15 June 2015 - 11:04 AM

In Giappone stanno seriamente pensando di installare toilette e riserve d’acqua d’emergenza negli ascensori. Lo ha reso noto il 3 giugno un funzionario dell’Associazione giapponese dei costruttori di ascensori all’agenzia Afp. Nel corso di un incontro tra l’associazione e il ministero delle Infrastrutture si è stabilito di trovare un sistema per installare le toilette da utilizzare in caso di emergenza.

Il terremoto di sabato scorso

Il caso è stato discusso dopo che decine di persone sono rimaste intrappolate per ore dopo il terremoto di 7,8 gradi Richter che sabato 30 maggio è avvenuto nell’oceano Pacifico a circa mille chilometri a sud-est della capitale. Il sisma è stato molto forte, ma con epicentro a quasi 680 km di profondità, quindi per fortuna non c’è stato pericolo tsunami e non vi sono stati crolli sulla terraferma. In Giappone molti ascensori - in particolare quelli di ultima generazione - all’arrivo delle onde sismiche si bloccano automaticamente con le porte aperte al piano più vicino consentendo di mettersi in salvo a chi si trova dentro. Sabato scorso, però, almeno quattordici impianti si sono arrestati tra un piano e l’altro, bloccando molte persone: i Vigili del fuoco di Tokyo che sono intervenuti per salvarli hanno reso noto che ci sono stati dodici feriti tra i quali un uomo di 56 anni che si è fratturato alcune costole.
 
Prevenzione
In Giappone ci sono circa 620 mila ascensori in edifici pubblici o grandi magazzini commerciali, di questi il 20% si trova nell’area di Tokyo. Le autorità giapponesi stimano che fino a 17 mila persone potrebbero restare bloccate negli ascensori quando (non se...) Tokyo sarà colpita da un terremoto di intensità pari o maggiore di quello del 1923 di 7,9 Richter che causò oltre 150 mila morti.
 
Riserve d’acqua
Negli ultimi anni, considerando l’invecchiamento della popolazione, in molti ascensori giapponesi sono stati installati sedili riservati agli anziani. Le toilette potrebbero utilizzare questa strumentazione già installata, per esempio. Oppure di pannelli di ricoprimento in materiale assorbente da staccare e usare in caso di bisogno. Si sta pensando anche a riserve d’acqua per chi dovesse restare chiuso per ore prima di venire soccorso.
 

Fonte http://www.corriere....83c023844.shtml

 


Giappone - Sempre più turisti cinesi

12 June 2015 - 10:31 AM

Arrivando al banco del check-in all'aeroporto di Haneda, uno dei due scali internazionali della capitale giapponese, noto subito una lunga fila di persone con carrelli carichi di valigie, borse e scatole di elettrodomestici: sono cittadini cinesi che tornano a casa dopo alcuni giorni di svago e shopping nel paese arcipelago. 
 
La prima reazione, per chi come chi scrive è abituato a un massimo di un bagaglio a mano e un solo bagaglio da stiva da 23 kg massimo, è violenta.'Come è possibile che una persona possa portarsi via tutta 'sta roba?'; o 'ma non c'erano limiti di peso sui bagagli?', fino a un più disperato 'ci arriveremo mai a Shanghai?'
 
Ragionandoci su a mente fredda, la cosa in realtà non mi ha stupito più di tanto. In queste prime settimane di vita a Tokyo, ho avuto diversi incontri ravvicinati – in punti vendita di elettronica come Bic Camera o Yamada o nei negozi di fast fashion come Uniqlo – con il turista cinese in trasferta acquistereccia in Giappone e il suo trolley carico di merci tax-free. Era naturale che a un certo punto questi tornassero a casa.
 
Salire su un volo Tokyo-Shanghai è stato illuminante sullo stato attuale delle relazioni bilaterali tra Cina e Giappone al di là delle retoriche ufficiali che danno i due paesi contrapposti su tutto, dalle questioni storiche favorite dal riemergere del negazionismo giapponese, alle contese su una manciata di isole nel Mar cinese orientale, alla nuova Banca Asiatica per gli Investimenti e le Infrastrutture a guida cinese.
 
Mentre i giapponesi che decidono di fare un viaggio in Cina sono sempre di meno dal 2011, le presenze cinesi nel Sol Levante sono ai massimi storici. In fila alla consegna bagagli c'era solo una piccola parte degli oltre 1,3 milioni di cinesi arrivati in Giappone per turismo nei primi 4 mesi del 2015, un aumento del 99,8 per cento su base annua rispetto al 2014. Numeri, scrive il China Daily, quotidiano in lingua inglese vicino al Partito comunista cinese, da mandare in tilt gli alberghi di Tokyo e da far terminare gli adesivi dei visti ai consolati giapponesi in Cina.
 
Cosa li attira? In particolare: la voglia di fare esperienza all'estero, di respirare aria buona e di riportare a casa prodotti ritenuti di qualità superiore al made in China, approfittando di tassi di cambio favorevoli.
 
Lo yen basso sul dollaro è stato senza dubbio il principale fattore dell'incremento di presenze turistiche nel Sol Levante. Questo fa buon gioco per il governo Abe che punta ai 20 milioni di turisti all'anno entro il 2020 e per diversi marchi nipponici, in particolare del settore elettrodomestici. Comescriveva a fine 2014 il Wall Street Journal Zojirushi, leader giapponese dei cuociriso elettrici, ha visto gonfiarsi del 12 per cento il proprio volume di vendita: merito dei turisti e, più in generale, del crescente successo ottenuto dai suoi apparecchi sul grande mercato di Oltre muraglia.
 
Altro souvenir da portarsi a casa dal Giappone, per il turista cinese che se lo può permettere, è la tavoletta elettronica per wc, un prodotto su cui da qualche mese si incrociano strategie di marketing aziendale e di rilancio dell'immagine del Paese-arcipelago (con gran scorno – come si legge in questobreve articolo di Quartz – dell'acquirente di Oltre muraglia che si accorge che anche quello è fatto in Cina!).
 
Cuociriso e tavolette da wc elettroniche sono in realtà solo la punta dell'iceberg. I turisti cinesi infatti non cercano soltanto beni di lusso che attestino il loro status symbol, spiegava Dai Bing della China Accademy of Tourism al Financial Times, ma beni di uso quotidiano, “che valgano il loro prezzo”. Perciò, come scrive ancora il China Daily, tra i punti di ritrovo dei turisti cinesi ci sono anche le catene di drugstore dove fare incetta di medicinali contro raffreddori e febbri. 
 
Tutto, ovviamente, con la possibilità di vedersi rimborsatal'addizionale sui consumi – all'8 per cento, la più bassa dei Paesi Ocse; un modello che, secondo un editoriale del quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo citato sempre nello stesso articolo, qualcuno vorrebbe realizzato anche in Corea del Sud.
 
Non c'è Senkaku o Diaoyu che tenga, gli affari sono affari e sia ai turisti sia a chi li accoglie, la narrazione politica interessa relativamente poco. Questa, da sola, non può diventare una nuova barriera che possa fermare il flusso di cose, capitali e persone in Asia orientale. In fondo, lo ha detto lo stesso premier Li Keqiang qualche mese fa durante il lianghui, le due sessioni del Parlamento cinese tenutasi a marzo: “i consumatori hanno diritto a godere di più opzioni”. E quella giapponese, oggi, sembra una delle più convenienti. 
 

In Giappone funerali ai cani robot

08 June 2015 - 10:35 AM

Un rito funebre di tutto punto allestito per quadrupedi cyborg ormai fuori uso: accade in Giappone, dopo che un cucciolo robot molto amato è uscito di produzione. Una scena che dovremo abituarci a vedere?

Arriverà mai il giorno in cui il rapporto con i robot sostituirà le interazioni umane? Probabilmente no, anche se sono sempre di più gli androidi capaci di imitare in tutto e per tutto le espressioni umane, o di apprendere come bambini.

 

Fa però riflettere questa foto scattata in Giappone qualche mese fa che rimbalza in questi giorni su Twitter.

 

RIPOSINO IN PACE.  Lo scatto immortala il rito funebre di 19 esemplari di Aibo, i cani robot della Sony capaci di riconoscere i comandi vocali dei loro "padroni" e muoversi alla stregua del migliore amico dell'uomo. Gli androidi giacciono spenti e "senza vita" su un altare del tempio di Kofuku-ji, a Isumi, nella prefettura di Chiba, davanti a targhette che riportano i loro nomi e quelli del proprietario.

 

AMICIZIA DI VECCHIA DATA. L'immagine - reale - rispecchia un curioso fenomeno sociale che ha investito il paese asiatico, dove i robot occupano una parte importante della cultura. Nel 1999 la Sony mise in commercio Aibo in USA e Giappone. Nonostante i prezzi non proprio abbordabili - fino a 1700 euro per un "cucciolo" - il robot cane divenne in breve tempo un compagno di giochi per migliaia di giapponesi.

 

 

LASCIATI A PIEDI. Con buona pace dei fedeli acquirenti nipponici, la produzione è terminata nel 2006, complici le scarse vendite. Per anni dopo l'annuncio, la Sony ha continuato ad offrire assistenza nelle riparazioni dei robot, fino all'estate 2014.

 

Da quel momento in Giappone è stato tutto un fiorire di cliniche veterinarie "bioniche" per gli esemplari con problemi tecnici, e gruppi di supporto per i padroni rimasti senza pezzi di ricambio, privati della compagnia del fedele quadrupede.

 

CUORI SPEZZATI. Ma a un certo punto i pezzi di ricambio più rari finiscono, e per alcuni esemplari non c'è proprio più nulla da fare: da qui i funerali. Esagerati? Forse. Ma per i cyberpsicologi (un'altra figura di cui dovremo abituarci sentire parlare), quando si sperimenta un'interazione con un robot che somiglia a un essere vivente, si instaura un legame più profondo. E a fine rapporto, il senso di perdita è più forte.

 

fonte http://www.focus.it/...li-ai-cani-robot


Omamori del Todaiji spediti direttamente dal Giappone

07 June 2015 - 11:33 AM

A Nara vicino al Todaiji, vive un italiano che compra gli omamori direttamente nel tempo e li vende agli italiani che glieli richiedono.
Se anche tu vuoi un omamori originale del più grande, più importante e più visitato tempo di tutto il Giappone, contatta questa persona via Facebook per chiedere informazioni di come comperarlo https://www.facebook.com/adamo.lussana
Gli omamori si divino in 5 categorie: salute, scuola, soldi, desiderio e amore
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NON SAI COSA SONO GLI OMAMORI?
Sono amuleti giapponesi dedicati sia a particolari divinità Shinto, che a icone buddiste. La parola giapponese mamori significa protezione, mentre il prefisso onorifico o- dà alla parola un significato movente verso l'esterno, quindi andando a significare "Tua protezione".

STORIA DEL TODAIJI di Nara
Il tempio è stato costruito sotto il dominio dell'imperatore Shomu per amplificare la magnificenza del Vairocana Buddha. Il Todai-ji serviva sia come luogo di preghiera, sia come centro di ricerche delle dottrine buddiste. Fu fondato da Roben, il capo della setta buddista Kegon (il Buddha centrale di tale setta è il Vairocana). Il progetto della statua mandò quasi in bancarotta l'economia giapponese, consumando la maggior parte del bronzo disponibile. La statua del Buddha è composta da un corpo di bronzo placcato d'oro. Fu ricostruita varie volte per i danni subiti a causa di svariati terremoti e il Daibutsuden è stato ricostruito due volte a causa d'incendi (durante la guerra nel 1180 e nel 1567). Le mani attuali della statua risalgono al periodo Momoyama (1568-1615) e la testa è stata costruita nel periodo Edo (1615-1867).

All'ingresso del tempio sia è accolti dalle due statue dei guardiani raffiguranti l'inizio e la fine. Le figure danzanti del Nio furono ristrutturate nel 1991. I Nio sono conosciuti come Ungyo, con la bocca chiusa, e Agyo, che ha la bocca aperta. Dalla loro costruzione queste figure non furono mai mosse dalla loro nicchia. Una delle colonne portanti nella Great Buddha Hall ha un foro nel mezzo e si dice che sia della stessa grandezza delle narici del Daibuts. I visitatori cercano di passarvi nel mezzo perché la leggenda dice che chi riuscirà ad attraversare il foro sarà benedetto con l'illuminazione nella vita futura. I bambini possono passare senza problemi, ma i grandi ne escono a fatica.

Il tempio è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[1], insieme ad altri sette siti, compresi templi, santuari e luoghi di Nara. L’inizio della costruzione dell’enorme tempio è indicativamente il 743, quando l'imperatore Shōmu fondò il Kinshōsen-ji (金鐘山寺) per compiacere il principe Motoi, il primo figlio avuto dalla consorte Kōmyōshi del clan dei Fujiwara. Purtroppo il principe Motoi morì un anno dopo la sua nascita. Durante l’epoca Tempyō, il Giappone soffrì per una serie di disastri ed epidemie. Dopo queste tremende esperienze l'imperatore Shōmu emanò un editto nel 741 per promuovere la costruzione di templi provinciali per tutta la nazione. Tōdai-ji (al tempo ancora Kinshōsen-ji) fu nominato Tempio provinciale della Provincia di Yamato e principale tra tutti i Templi provinciali.

Con il presunto colpo di Stato nel 729 da parte di Nagaya, un'epidemia di vaiolo tra il 735 e il 737 ulteriormente aggravata da anni di magri raccolti, una ribellione nel 740 capitanata da Fujiwara no Hirotsugu, il paese stagnava in una caotica situazione. L’imperatore fu forzato a spostare quattro volte la capitale (indicativo del livello d’instabilità raggiunto). Nel 743, l’imperatore Shōmu emanò una legge con la quale dichiarava che tutta la popolazione doveva essere direttamente coinvolta nella costruzione dei templi buddisti in tutto il Giappone. Questo perché si credeva che così facendo il Buddha avrebbe protetto il paese da ulteriori disastri. Gyōki, accompagnato dai suoi allievi, viaggiò per le province chiedendo donazioni. Secondo gli archivi conservati nel Tōdai-ji più di 2,600,000 persone aiutarono la costruzione del Great Buddha e della sua Hall. I 16m di altezza della statua furono costruiti utilizzando otto stampi e i lavori durarono tre anni; la testa e il collo furono forgiati insieme come elemento separato. La costruzione della statua iniziò dapprima in Shigaraki. Dopo molteplici incendi e terremoti, la costruzione fu ripresa a Nara nel 745 e il Buddha fu finalmente portato a termine nel 751. Un anno dopo, nel 752, la cerimonia dell’apertura degli occhi fu tenuta con una partecipazione di oltre 10,000 persone, accorse per festeggiare il completamento del Buddha. Il sacerdote indiano Bodhisena eseguì la cerimonia per l'imperatore Shomu.

L'attuale edificio risale al 1709, sebbene sia il 30% più piccolo rispetto all'originale resta sempre la costruzione in legno più grande al mondo. Il complesso originale conteneva due pagode, all'epoca seconde in altezza solo alle piramidi d'Egitto. Furono distrutte entrambe da un terremoto.

Ecco il sito ufficiale del Todaiji di Nara http://www.todaiji.or.jp/



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